lunedì 7 febbraio 2011

Celan

1

Quando il giardino della fiancata
s’empie di setole,
là dietro al conficcarsi del cieco
sottosuolo germoglia
la spiga di segale

« A che si vive? » dice Mister Jones
« Non saprei » dice Sulamith
i tuoi capelli       
nerissimi frusciano
i tuoi occhi
chirghisi suonano,
noi tiriamo le cinghia
poiché si sappia
di gemme cobalto

si sappia del grande saggio
che iscrive
ad un nuovo inizio

voialtri, badate che canti
nel rintoccare
di zoccoli,
nel rintronare
di brillanti al guado

« A che si vive? » dice Mister Jones
gli occhi chirghisi suonano,
la rana gracchia
moribonda
ma l’inverno è stato,
e alla macchia cieca
cresce
la spiga di segale

« A che si vive? » dice Mister Jones
« Bada che canti » dice Sulamith

2

Ero seduto ad assaporare
la parola Nebraska
le rosse colline
a respirare la resina e l’ambra:
si era al bereshìt e al luminare

codesta terra senza requie vuole
la vostra corona di gioielli,
sicché il principio è passato
di mano all’aratro
cani e mastini fiutano carne
boschiva
per l’abetaia delle Cesane,
che scaliamo
in stile Northshore,
finché alcuno non dice,
« si era al bereshìt e al luminare »

La provinciale per Fossombrone
è arcuata dai vostri gioielli,
le vostre movenze
vi rendono splendida,
una lastra ghiacciata
del Nebraska
non invano è il vostro Belcanto,
la grazia il volo d’una falcata
che scuote il manto

Margarete siate evocativa
siate la parola Nebraska
una ballata irlandese
la corona di gioielli
una tomba monumentale,
siate Margarete
perché si dica,
« si era al bereshìt e al luminare »

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