domenica 5 dicembre 2010

Cos'è Resistenza?

Se la poesia è morta, perché resistere? Si vuol forse tentare una ‘vana’ opposizione, per poter dire di esser politically correct? Cos’è, infine, questa ‘resistenza’ se non un ennesimo gioco al massacro di posizioni ideologiche differenti?
Ma così la poesia resiste.
Il verbo in questione è composto dalla particella latina RE, ‘addietro’, che conferisce l’idea di opposizione, e da SISTERE, ‘fermarsi, star saldo’. Chi resiste, il resistente è colui che ‘si mantiene addietro’, è saldo nella retroguardia, quando il nemico volge verso il cuore della battaglia. La poesia fugge? O sa ‘mantenersi addietro’, al posto ontico che le spetta? Prima ancora di saldarsi alla realitas dei fatti, la poesia resiste ontologicamente, – nell’epoca in cui il nichilismo attacca gli accampamenti dell’essere. Il fermarsi a fronte del nemico, certamente, è della poesia, le è connaturato.
E così la poesia resiste.
Il secondo significato della forma latina è precisamente: ‘costruire, erigere’, con una chiara propensione verso l’alto. L’innalzare è fisicamente un gettare le basi per qualcosa che salirà al cielo. Senza il fondamento posto duramente, ‘gettato’ a terra dai manovali, la costruzione non potrebbe reggere – vi sarebbe il ‘crollo’. Ma la poesia, permanendo nella saldezza, serba il fondamento umano.
E così la poesia resiste.
Uno degli ultimi significati del verbo SISTERE, nella forma passiva e/o riflessiva, è ‘presentarsi’. L’esser-presente è ciò che si presenta all’alterità, in quanto presenzia temporalmente: è qui, ora, permane nell’attimo. Il resistere pertanto è anche un ‘ri-presentarsi’, cioè un tornare dopo una lunga assenza per re-stare, presenziando l’eterno istante. L’esser-ci improvviso, senza alcuna aspettativa, fulmineo e leggiadro, è certamente una proprietà della poesia.
E così la poesia resiste.
Ma ogni cosa si macchierà di politica, e la retroguardia sarà sfaldata dagli assalti del nulla, e la costruzione fondamentale precipiterà senza toccare il cielo, e l’appuntamento con l’essere sarà disatteso.
Anche così la poesia resiste.

 Camus

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